Basket, Coppa Italia 2018: le otto squadre ai raggi X. Avellino e Venezia a caccia di Milano, Brescia per sorprendere

Settimana di Coppa Italia per la pallacanestro. Otto squadre, le prime otto del girone di andata, si giocheranno la coppa nazionale nella Final Eight del Mandela Forum di Firenze, dal 15 al 18 febbraio. Quest’anno c’è stato grande equilibrio in testa alla classifica, con quattro formazioni che si sono alternate in vetta e le altre quattro partecipanti pronte a dare battaglia. Andiamo ad analizzare ai raggi X le otto squadre della Final Eight di Coppa Italia.

Sidigas Avellino

È la testa di serie numero uno. Proprio nel finale del girone d’andata, infatti, Avellino ha piazzato l’allungo ed è salita in testa alla classifica. La formazione di Pino Sacripanti, però, è reduce da un periodo di scarsa brillantezza, che ha portato all’eliminazione dalla Champions League, dal quale però sembra poter uscire. Una squadra che ha nell’attacco (seconda con 84.6 punti di media) la sua forza: non potrebbe essere altrimenti avendo il miglior realizzatore del campionato, Jason Rich (20.0), sulle cui spalle poggia gran parte del peso offensivo. Ma la Sidigas è una formazione ben equilibrata, con l’intelligenza in cabina di regia di Ariel Filloy, la versatilità di Maarty Leunen e la fisicità sotto canestro di Kyrylo Fesenko. Poi c’è Thomas Scrubb, lungo capace di far male sia dentro che fuori dall’area. Avellino, poi, si presenta a Firenze con le migliori percentuali da due (57.3%) e da tre (40.4%). Inevitabile considerarla una delle favoritissime, se non la principale.

Germani Brescia

La vera sorpresa di questo inizio di stagione. A lungo in testa alla classifica dopo la strepitosa partenza (9-0), Brescia ha poi inevitabilmente pagato qualcosa ma è stata brava a riprendersi. A Firenze, però, ci arriva dopo due sconfitte consecutive. La forza della formazione di Andrea Diana è nel gruppo e nell’unione di squadra. Luca Vitali dirige magistralmente i compagni (primo per assist, 6.1), coadiuvato dal fratello Michele. Sono loro, insieme al veterano David Moss, il volto di una Brescia perfetta nell’applicazione tattica ma che sa strizzare l’occhio anche allo spettacolo, specie con Dario Hunt. Fin qui, però, è mancato Marcus Landry, lontano dai livello dello scorso anno, quando vinse il titolo di MVP: chissà che non possa risvegliarsi proprio a Firenze e trascinare Brescia verso l’impresa. La Germani, poi, è la seconda miglior difesa del campionato (75.3 di media).

EA7 Emporio Armani Milano

Pur in una stagione altalenante, pur se giunta qui da terza classifica, Milano non può non essere considerata la favorita principale. Non solo per la forza del roster, ma anche perché l’Armani sa come si vincono i trofei, avendo portato a casa le ultime due edizioni della Coppa Italia (oltre alle ultime due della Supercoppa). Simone Pianigiani è riuscito a superare i momenti difficili, soprattutto in Europa, trovando la chiave per unire il gruppo. Tanto lo ha fatto l’arrivo di Mindaugas Kuzminskas, decisivo non solo dal punto di vista offensivo ma anche per la sua intelligenza tattica. Jordan Theodore Andrew Goudelock, poi, hanno trovato la chimica. La differenza rispetto alle altre squadre, poi, potrebbero farla le tanti armi di qualità in uscita dalla panchina. Una squadra che predilige il gioco di flusso in attacco, con tanti punti nelle mani, ma che, a differenza di quanto si possa pensare, fa della difesa la sua arma principale (la migliore con 71.3).

Umana Reyer Venezia

I campioni d’Italia in carica. Venezia si presenta a Firenze dopo una stagione fin qui abbastanza discontinua. La partenza era stata positiva ma a dicembre è arrivata una brutta crisi, di gioco e risultati, coincisa con sei sconfitte consecutive. Un periodo buio dal quale la Reyer ha saputo uscire in campionato ma non in Europa, con l’eliminazione dalla Champions League che rappresenta una delusione cocente. Venezia ha le caratteristiche per far sua la Coppa Italia. Il gruppo è sostanzialmente quello dello scorso anno, con poche ma importanti aggiunte. Una di queste era Gediminas Orelik, principale realizzatore della squadra, fuori per infortunio per il resto della stagione. La formazione di De Raffaele ha un ottimo gioco corale, distribuisce bene i punti (80.7) ed è terza per assist (17.9). Non sempre, però, Venezia è in grado di superare le difficoltà che le si presentano nell’arco della gara e giocare sotto al suo ritmo.

Fiat Torino

La Fiat arriva alla Final Eight da quinta testa di serie ma reduce da un periodo non proprio tranquillo. Prima le dimissioni ad inizio anno di Luca Banchi e l’arrivo di Carlo Recalcati. Poi, proprio prima della partita decisiva in Eurocup (poi persa con conseguente eliminazione), le dimissioni anche di quest’ultimo. Con Paolo Galbiati, però, la formazione torinese sembra aver ritrovato tranquillità, come ha dimostrato la vittoria di Pesaro. Il roster è di qualità, con elementi importanti come Diante Garrett, Deron Washington e Lamar Patterson, oltre ad un giocatore dall’esperienza internazionale come Sasha Vujacic. Quello che fin qui è mancata è stata la chimica di squadra, inevitabile visti i tre cambi in panchina. Proprio questo aspetto rappresenterà un rebus in vista della Coppa Italia: attenzione, però, perché se Torino dovesse riuscire ad esprimersi al massimo allora potrebbe diventare un pericolo per tutte.

Red October Cantù

Una squadra solida come poche altre ma che non arriva all’appuntamento nelle migliori condizioni possibili. Non tanto per le tre sconfitte di fila, quanto perché Cantù ha perso il suo miglior giocatore, fuori fino a marzo per una lesione al tendine della mano, quel Randy Culpepper quarto miglior realizzatore del campionato con 17.9 punti di media. È anche grazie a lui che la Red October è il miglior attacco della Serie A (87). Un dato notevole, bilanciato però dal fatto che Cantù è anche la peggior difesa (87.7). Statistiche che la dicono lunga su quanto i lombardi prediligano giocare a ritmo alto. Gran parte del merito per la stagione canturina va poi a Marco Sodini, capace di portare serenità nella tempesta delle vicende societarie. Il coach proverà quindi a fare affidamento sul talento di Jeremy Chappell e la solidità e l’intelligenza di Christian Burns, che sfiora la doppia doppia di media con 14.1 punti e 9.5 rimbalzi.

Segafredo Virtus Bologna

Un progetto ambizioso quello della Virtus, che solo un anno fa conquistava la Coppa Italia di A2. Dodici mesi dopo i bolognesi possono essere la sorpresa del trofeo della massima serie. Proprio prima dell’appuntamento, però, è arrivata la brutta notizia del forfait di Pietro Aradori, fuori per infortunio. Un duro colpo per la Virtus, che ha perso uno dei suoi giocatori chiave. Ci sarà, però, Alessandro Gentile. È lui il trascinatore della formazione allenata da Alessandro Ramagli, miglior realizzatore con 17 punti di media. “Ale” ha scelto Bologna per rilanciarsi, una squadra con ambizioni importanti, potendo contare anche su giocatori di spessore come Marcus Slaughter e Oliver Lafayette, per quanto fin qui quest’ultimo abbia reso al di sotto delle aspettative. La Virtus è la principale candidata al ruolo di outsider: ha finalmente trovato continuità con quattro vittorie in cinque partite e in gara secca può battere chiunque.

Vanoli Cremona

Se la Virtus lo scorso anno giaceva in A2, Cremona era fuori dalla Serie A a settembre. Dal ripescaggio, poi, la squadra lombarda si è ritrovata alla Coppa Italia. Merito di coach Meo Sacchetti, che ha saputo trovare l’alchimia giusta. Innanzitutto facendo affidamento sui suoi fidi gregari, i fratelli Diener; in secondo luogo grazie al talento di Darius Johnson-Odom, terzo miglior marcatore del campionato con 18.1 punti a partita. La svolta, però, è stata l’arrivo di Simone Fontecchio, che a Cremona ha finalmente l’opportunità di mettere in luce il suo talento, dando a Sacchetti la possibilità di allungare il roster, davvero corto ad inizio stagione. La Vanoli è uno dei migliori attacchi della Serie A con 82.3 di media, ma anche una delle peggiori difese, con 81.2. La qualificazione alla Coppa Italia è stata già un piccolo capolavoro: ora Cremona può giocarsela con leggerezza.

 

 

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Credit: Ciamillo

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