Delusione e rabbia, ma anche tanta voglia di riscattarsi. Alessandro Pittin mastica amaro dopo aver gettato via le sue chance di lottare per una medaglia nella prima Gundersen delle Olimpiadi Invernali 2018 di PyeongChang al termine del segmento di salto, concluso al 38° con oltre 3 minuti e mezzo di distacco dalla vetta.

Non sono riuscito a concentrarmi e a rimanere tranquillo sul trampolino. – ha raccontato Pittin dopo il salto, che ha preceduto la sua consueta rimonta nel fondo fino al 19° posto sul traguardoNon mi era mai capitato di saltare con un vento così forte e questa situazione mi ha creato un po’ di nervosismo. Ma se la giuria ha autorizzato la disputa della gara, vuol dire che non c’erano pericoli per noi. Mi infastidisce un po’ arrivare qui a giocarmela per fortuna o sfortuna dopo una preparazione di un anno intero. Pur dando il massimo, qui non mi sono mai trovato bene ed anche le prove non mi hanno mai fatto pensare di potermela giocare con i primi. Avrei potuto fare meglio, ma non sarei mai entrato nella top ten”.

Pittin avrà un’altra occasione per provare a compiere un autentico miracolo e bissare il bronzo conquistato a Vancouver 2010, anche se la prossima Gundersen, con salto dal trampolino lungo, sulla carta è meno congeniale alle caratteristiche del carnico. “Ma quest’anno ho ottenuto un quinto posto in Coppa del Mondo a Lillehammer saltando dal large hill. – sottolinea Pittin – Vedremo in gara cosa succederà”.

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Foto: Twitter Red Bull Italy