Maledetto trampolino. Alessandro Pittin ha pagato a caro prezzo un salto decisamente al di sotto delle attese dal trampolino HS109 e ha compromesso la sua caccia ad una medaglia olimpica sin dal primo segmento della Gundersen NH di PyeongChang. Non è bastato il miglior tempo assoluto nella 10 km di fondo per consentirgli di preservare anche soltanto una stilla di speranza di ambire ad un podio divenuto una chimera sin dal momento dell’atterraggio dopo il salto da 89.9 metri che gli è valso il misero punteggio di 77.4 punti. Il suo sguardo torvo alla partenza della 10 km era tutto un programma: ormai il podio era già impossibile.

Ma Pittin si è battuto fino in fondo per recuperare posizioni su posizioni, riducendo di oltre un minuto il suo margine rispetto ai primi ma giungendo sul traguardo con 2’43” da uno strepitoso Eric Frenzel, che ha finalizzato la preparazione per arrivare al meglio nell’appuntamento più importante e ha bissato l’oro di Sochi nella prova individuale con salto dal normal hill. Il vento forte non ha certamente agevolato Pittin, che nel salto generalmente paga dazio ma negli appuntamenti importanti di solito sfodera colpi da fuoriclasse, limitando i danni dal trampolino per poi distendersi nelle sue ormai celebri rimonte. Una tattica di gara che, tra l’altro, si è rivelata propizia per lui sia a Vancouver 2010, quando conquistò un fantastico bronzo a soli 20 anni, sia a Sochi 2014, dove fu quarto sul traguardo, ad un soffio dal podio.

Ma stavolta era chiaro sin dalle prove che non c’erano le condizioni per far bene. Pittin in questa stagione è riuscito a piazzare due grandi salti a Lillehammer e a Ramsau in Coppa del Mondo, approcciando la 10 km con poco più di un minuto di ritardo dai primi e arrivando a giocarsi la vittoria in entrambe le occasioni. Ma recuperare 3 minuti e mezzo stavolta era impresa fuori da ogni logica e così Pittin, di pura rabbia, è andato a prendersi un 19° posto che di certo non può consolarlo in vista della Gundersen dal trampolino lungo, sulla carta meno adatta alle sue caratteristiche. Ma il salto, si sa, per lui è una lotteria. E chissà che il fuoriclasse carnico non possa sfoderare una giocata da fenomeno e scaricare tutta la rabbia accumulata oggi in una gara che potrebbe trasfromare la delusione in tripudio.

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Foto: FISI