Domenica 15 aprile, davanti ai 17000 spettatori della Yokohama Arena, si sfideranno Emanuele Blandamura e Ryota Murata per il Mondiale WBA dei pesi mesi. Il 38enne friulano avrà l’occasione della vita, per la prima volta combatterà per una cintura mondiale e andrà a caccia dell’impresa nella tana del Campione del Mondo in carica che salirà sul ring sostenuto dal proprio pubblico e chiamato alla prima difesa del titolo. Si preannuncia un incontro abbastanza equilibrato anche se il giapponese partirà favorito, pronto a incantare i propri tifosi e a difendere la cintura per la prima volta in carriera.

Il nostro Sioux ha atteso questo match per tutta la vita, professionista dal 2007 ha disputato 29 incontri con un record di 27 vittorie (5 per ko) e 2 sconfitte (entrambe prima del limite). L’allievo di Eugenio Agnuzzi è nato a Udine ma poi è cresciuto a Roma e si è consacrato nel dicembre 2016 quando si è laureato Campione d’Europa sconfiggendo Matteo Signani, titolo difeso l’estate successiva contro Alessandro Goddi. Lele è alto 178 centimetri per un peso di 73 chilogrammi, è al terzo match fuori dai confini italiani (vittoria a Stoccarda contro Marco Nader nel match per l’Unione Europa nel 2014, sconfitta a Manchester contro Billy Joe Saunders nel match per il titolo europeo). Blandamura punta a diventare il quarto italiano capace di laurearsi Campione del Mondo nei pesi medi, a mezzo secolo di distanza dalle imprese di Nino Benvenuti.

Ryota Murata ha invece 32 anni (dunque sei in meno di Blandamura), è il Campione Olimpico di Londra 2012 e ha conquistato la cintura mondiale il 22 ottobre 2017 sconfiggendo Hassan N’Dam N’Jikam nel re-match del discusso incontro di maggio 2017 quando perse per l’unica volta in carriera. Il nipponico di Nara vanta un record di 13 vittorie (10 per ko) e una sconfitta, è alto 183 centimetri per un peso limite di 75kg, si distingue per la sua guardia molta intensa e per l’elevata agilità, armi con cui cercherà di fare la differenza ma Blandamura lo ha studiato a lungo e ha tutti i mezzi per per l’impresa.

 

 

(foto pagina Facebook Emanuele Blandamura)

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