Il mio inizio di stagione è una m***a. Lo è per una serie di fattori. Tante cose sono andate storte e non è certo quello che volevo. Sicuramente devo cercare di rivedere tutto e fare meglio a partire dalla prossima gara”, queste le dichiarazioni a caldo di Max Verstappen, pilota della Red Bull, poco dopo la gara di Shanghai (Cina) nella quale l’olandese si è reso protagonista dell’ennesimo errore di quest’annata, coinvolgendo il ferrarista Sebastian Vettel (giunto ottavo). Risultato: penalità di 10″, quinto posto finale e successo del compagno di squadra Daniel Ricciardo.

Un vero disastro per Max che guarda ad una certa distanza il teammate nella classifica generale riservata ai piloti: 37 i punti ottenuti dall’australiano con i 18 dell’orange. Doveva essere l’anno della consacrazione per lui ed invece sono state le “bravate” a caratterizzare il suo inizio iridato. Dal nuovo Ayrton Senna al nuovo Pastor Maldonado? Domanda un po’ provocatoria ma a rappresentare il difficile momento attraversato dal driver tulipano.

Discutere il talento è un’eresia ma avere argomenti contro la sua gestione di corsa non lo è altrettanto. Correre senza curarsi di quanto faccia il rivale diretto è una debolezza non da poco per l’alfiere di Milton Keynes. Ricciardo, nel GP della Cina, ha dimostrato come il coraggio possa essere accompagnato dal raziocinio. In una categoria di così alto livello, tutti gli aspetti vanno considerati.  La Red Bull ha investito molto sulle sue prestazioni ed il non aver rinnovato il contratto invece a Daniel, allo stato attuale, suscita ilarità.

A Baku il 20enne nativo di Hasselt (Belgio) dovrà invertire la tendenza e rilanciare le proprie quotazioni, decisamente in ribasso in questi primi weekend del campionato 2018.

 

 

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