Poco più che un allenamento. Dopo il 31mo posto all’Amstel Gold Race, a circa 2′ dai migliori (negli ultimi 30 chilometri era comunque nel primo gruppo a supportare i propri compagni di squadra, con Enrico Gasparotto che ha poi chiuso sul podio), Vincenzo Nibali continua la sua campagna delle Ardenne con la Freccia Vallone, che si disputerà domani con il caratteristico arrivo sul Mur de Huy.

Sei partecipazioni alla Freccia per lo Squalo dal 2005 al 2015, una sola top-10 (l’ottava piazza nel 2012), per quattro volte però nella top-20. Il siciliano comunque, per caratteristiche, non ha mai amato troppo l’ultimo, durissimo, strappo della corsa belga: circa un chilometro con pendenze che vanno ben oltre il 20%. Su rampe da garage simili NIbali ha sempre faticato, non avendo un colpo in canna simile a quello degli specialisti come Alejandro Valverde e Julian Alaphilippe. Proprio per questo il vincitore della Milano Sanremo proverà solamente a testarsi sugli strappi belgi.

Fondamentale sarà provare magari ad effettuare un fuorigiri, uno scatto lontano dal traguardo, per cercare la gamba giusta in vista di quello che sarà il secondo appuntamento più importante di questo 2018: la Liegi-Bastogne-Liegi. Domenica Vincenzo sulla carta si presenta con speranze da vittoria: ha sempre amato il percorso della Decana delle classiche e vuole mettere nel palmares (che diventerebbe tra i più ricchi del ciclismo italiano in generale) anche la Doyenne, che gli è sfuggita per pochissimo nel 2012. Arrivare nel fine settimana nell’ombra, come accaduto alla Classicissima di Primavera, potrebbe essere addirittura un vantaggio per potersi scrollare da dosso pressioni e magari trovare spazio per attaccare.

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Foto: Valerio Origo