MotoGP, Jorge Lorenzo e i dubbi Ducati. Se il trend non cambia, il rapporto potrebbe deteriorarsi

Tutto può succedere. Ad alimentare l’incertezza e i dubbi sul futuro di Jorge Lorenzo è stato Davide Tardozzi, team manager della Ducati. Una frase di circostanza (la risposta è stata più o meno simile a quella data nel caso di Andrea Dovizioso, lui pure in attesa di rinnovo), seguita da un “potrebbe anche essere lui a non voler proseguire con noi“. Parole da prendere con le molle, dopo una sola gara, ma che in ogni caso qualche pensiero lo fanno sorgere.

Il primo GP della stagione, in Qatar, non è andato come ci si aspettava. Dopo i test invernali dall’andamento altalenante, Lorenzo ha chiuso la prima gara anzitempo, per un problema al freno anteriore, letteralmente perso. Un episodio sfortunato, un problema meccanico indipendente dalle capacità del pilota, arrivato però dopo un fine settimana che lo aveva già visto litigare prima con la sella della sua GP18, poi con la catena. Tardozzi, in ogni caso, aldilà delle dichiarazioni di facciata, che dopo il primo appuntamento lasciano comunque il tempo che trovano, ha chiarito subito. “Crediamo di poter fare cose buone. Crediamo in lui e nelle sue qualità. Ancora non gli abbiamo dato una moto perfetta, ma ci siamo vicini. Aspettiamo ancora un po’. L’anno scorso sembrava fosse pronto, quest’anno era cominciato bene ma ci siamo persi in Thailandia. Qui è andata male ma è stato un inconveniente tecnico“.

Avanti con Jorge, quindi. Perché è solo il primo Gran Premio e perché il cinque volte campione del Mondo merita fiducia. Se non altro per la sua capacità di tenere la testa giù e lavorare, per migliorarsi, per migliorare la sua moto e per tornare là dove merita di stare, in lotta con i migliori. Se c’è una cosa che non può essere rimproverata a Lorenzo è la sua capacità di affrontare (e nella maggior parte dei casi vincere) le sfide. Ieri, infatti, la sua gara era tutt’altro che da buttare: il maiorchino stava girando forte, meglio di chi lo precedeva, prima di essere abbandonato dal freno anteriore (la pastiglia si è staccata ed è poi stata ritrovata in pista).

La moto 2018 è migliorata in molti aspetti, ma alla partenza la ruota si è alzata parecchio ed ho perso feeling“, ha dichiarato Jorge. “Sono entrato alla prima curva sullo sporco e mi sono ritrovato 12esimo. Quando poi stavo recuperando ho avuto il problema al freno. Ed è un peccato perché penso che la seconda parte di gara sarebbe stata migliore della prima con la Ducati“.

Primo zero dell’anno, dunque. Non il miglior modo per cominciare una stagione in cui la pressione è tutta sulle spalle dello spagnolo, come è stato sin dall’arrivo in Ducati. Il suo contratto faraonico parla da sé e dopo un 2017 di adattamento servono i risultati. Soprattutto perché gli equilibri all’interno del team sono cambiati: Dovizioso è andato a un passo dal titolo mondiale e promette di ripetersi, meritandosi un premio (in termini di aumento dell’ingaggio), mentre a Borgo Panigale già sembrano certi di non poter garantire lo stesso stipendio a Lorenzo. Nel mentre c’è la sagoma di Danilo Petrucci sullo sfondo, uomo e pilota graditissimo in casa Ducati e desideroso di compiere il salto con una moto ufficiale (già certo di lasciare Pramac a fine anno). Intrecci che andranno definendosi nel corso della stagione, come tessere di mosaico che cambieranno la loro posizione gara dopo gara.

 

 

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