MotoGP: la Ducati guarda con fiducia ai prossimi test sul tracciato di Buriram in Thailandia

La MotoGP torna protagonista da venerdì per la seconda sessione di test invernali dal 16 al 18 febbraio. Sarà debutto assoluto in Thailandia, sulla pista di Buriram, che già ha ospitato il Mondiale Superbike nelle ultime tre stagioni.

Test, dunque, con una valenza particolare per le squadre che, oltre a portare avanti lo sviluppo delle nuove moto, prenderanno confidenza con un tracciato su cui non si hanno grandi informazioni. Un circuito lungo 4554 metri con 12 curve, di cui 7 a destra e 6 a sinistra, le cui caratteristiche sono similari a Spielberg: un primo settore super veloce, un secondo in cui il motore sarà sollecitato ulteriormente, un terzo ed un quarto dove anche la guidabilità sarà importante.

Sulla carta sembrerebbe un layout favorevole alla Ducati già in evidenza nel corso della prime tre giorni di prove di questo 2018, a fine gennaio, a Sepang (Malesia). Le indicazioni sono state più che confortanti per il team di Borgo Panigale. Al di là della grande prestazione sul giro singolo di Jorge Lorenzo, la GP18 ha dimostrato anche un’ottima costanza sul passo gara. Lo spagnolo ed Andrea Dovizioso hanno apprezzato i miglioramenti compiuti in percorrenza di curva, uno dei punti deboli cronici della Rossa, ed i test thailandesi serviranno a verificare ulteriormente le qualità della D16.

Il lavoro è ancora lungo però perché, nei fatti, in Malesia la Ducati è sempre andata molto forte e quindi l’essere stata così competitiva non è una sorpresa. C’è da dire, inoltre, che la moto non era nella sua versione 2018 definitiva. Più giusto parlare di una pre-GP18. Nei fatti, come confermato dal General Manager di Ducati Corse Luigi Dall’Igna, la Casa italiana porterà in Thailandia una nuova carenatura e verranno effettuate delle prove di verifica importanti sull’aerodinamica a 360°.

La parola d’ordine nel team tricolore è migliorare il “turning” (percorrenza in curva), aspetto costato il Mondiale l’anno passato negli appuntamenti di Aragon e di Phillip Island (Australia). La pista di Buriram darà modo ai tecnici ducatisti di incamerare ulteriori informazioni ma c’è fiducia.

 

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Foto: Lorenzo Di Cola

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