MotoGP, Test Thailandia 2018: Yamaha e Ducati per confermare le buone sensazioni. Honda per chiarire i dubbi sul telaio

Secondo appuntamento con i test prestagionali della MotoGP. Piloti e team andranno alla scoperta del circuito di Buriram, in Thailandia, la novità del calendario 2018. Un tracciato veloce, di motore, ma con una parte centrale più guidata. Un’incognita, in ogni caso, per tutti. Si riparte dai tre giorni di Sepang a fine gennaio, che qualche indicazione sul Mondiale che verrà l’hanno data.

YAMAHA – In Malesia è stata la più convincente, se non altro perché era quella che doveva fare il lavoro maggiore. Valentino Rossi e Maverick Viñales hanno avuto sensazioni positive dal nuovo motore e soprattutto chiarito i dubbi sul telaio. Sembra migliorato anche il comportamento con le gomme della M1, il tallone d’Achille che ha portato alla discesa verso il baratro nella seconda parte del 2017. Buriram è un tracciato con caratteristiche differenti rispetto a Sepang e potrebbe pertanto rappresentare un’ulteriore conferma dei passi avanti.

DUCATI – A Sepang la buona notizia è stato il rendimento di Jorge Lorenzo, che ha chiuso la tre giorni con il record della pista. Le indicazioni fornite dalla GP18 sono state positive, soprattutto in termini di percorrenza di curva. Buriram non è un circuito ideale per trovare conferme in tal senso, quindi è probabile che il lavoro in Thailandia vada in direzione motore e soprattutto aerodinamica.

HONDA – La moto che da subito si è mostrata competitiva, già a Valencia a novembre. Sensazioni confermate poi dai test di Sepang, con la RC213V veloce sia sul giro secco che sul passo gara. Il nuovo motore convince, soprattutto Marc Marquez, ma quello su cui bisogna ancora chiarire molti dubbi è la nuova carena alata, che non ha soddisfatto completamente a Sepang.

GLI ALTRI – Da valutare Johann Zarco, che sta ancora sciogliendo i dubbi tra la Yamaha versione 2016, quella con cui ha brillato in stagione, e quella 2017 che poco ha convinto i piloti ufficiali. Il team privato che ha impressionato di più è stato però Ducati Pramac, con Danilo Petrucci ma soprattutto Jack Miller particolarmente in palla in sella alla nuova moto. Obiettivo confermare il lavoro svolto in Malesia, invece, per la Suzuki, particolarmente convincente con Alex Rins ma ancora da valutare nelle mani di Andrea Iannone. Anche in KTM ed Aprilia proseguiranno lo sviluppo, partendo da una base ottima: nel team austriaco mancherà Pol Espargaro, operato in seguito alla caduta patita proprio in Malesia. Ci sarà, invece, Franco Morbidelli, che proseguirà in sella alla Honda del team Marc VDS il suo processo di adattamento alla classe regina.

 

 

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Foto: profilo Twitter Ducati

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