MotoGP, Test Thailandia 2018: Yamaha per diradare le ultime nubi.

La MotoGP sbarca in Thailandia, sul nuovissimo tracciato di Buriram (dove fino ad adesso aveva corso solamente la Superbike) per la seconda tranche di test pre-stagionali in vista del Mondiale 2018. I piloti, infatti, saranno impegnati dal 16 al 18 febbraio in tre nuove sessioni di prove che ci daranno ulteriori indicazioni dopo quanto visto a Sepang a fine gennaio. In quella occasione gli spunti sono stati notevoli e davvero interessanti, per tutte le scuderie più importanti. Quello che vedremo a Buriram, tracciato molto filante e poco complicato, con le sue elevate temperature, sarà un nuovo tassello per completare il puzzle della stagione 2018 di MotoGP.

Tra i team che meriteranno maggiore attenzione c’è assolutamente la Yamaha. La scuderia giapponese, infatti, è reduce da una stagione quanto mai complicata ed ogni chilometro compiuto in questo inverno sarà fondamentale per evitare di commettere nuovamente gli errori del passato. L’obiettivo per Valentino Rossi e Maverick Vinales è, ovviamente, portare la propria M1 ai livelli del 2016, quando era una moto competitiva su tutti i tracciati e in ogni condizione meteo o di pista. Il 2017, invece, ha proposta una moto spesso in difficoltà (dal grip alle alte temperature) e mai semplice da guidare.

I primi test in Malesia hanno proposto, quantomeno nei primi due giorni, una Yamaha nuovamente performante. Nella prima sessione, infatti, Valentino Rossi si era piazzato nelle prime posizioni (anche se con un ritardo di circa 8 decimi) mentre nella giornata successiva arrivò addirittura una doppietta con lo spagnolo a guidare il gruppo con il miglior tempo di 1:59.355 mentre Rossi era staccato di appena 35 millesimi. Le parole dei due piloti, inoltre, facevano volgere il tempo verso il sereno. Sgorgavano fluenti i complimenti sia sul nuovo motore, che sulla stabilità della moto, fino al comportamento delle gomme.

L’ultimo dei tre giorni di test di Sepang, invece, ha ribaltato tutto. In una sessione dominata da Ducati e Honda, infatti, i due portacolori della Yamaha hanno arrancato concludendo ad oltre sei decimi da Jorge Lorenzo con un deciso passo indietro che, nè Vinales nè Rossi, hanno saputo spiegare. Un primo campanello d’allarme? Forse è prematuro fare discorsi simili ma, com’era ovvio, il team di Iwata dovrà lavorare ancora, e tanto, in ottica 2018. I test di Buriram saranno, dunque, di importanza capitale per cercare di scacciare le nubi che si stagliano sulla testa dei due piloti. La speranza, loro e di tutti, è di rivedere nuovamente una moto competitiva come due anni fa, e il fatto che il progetto 2017 sia stato definitivamente accantonato, può essere di buon augurio in questa ottica.

 

 

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Foto: Valerio Origo

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