Sono stra-contenta, nuotare sui 60 secondi due volte in un giorno non me lo aspettavo. E’ stata una gara tirata. Il dorso lo alleno da qualche anno per pensare a qualcos’altro e non fare sempre stile. Mi diverto a farlo, facendo questi tempi sui 100 ancora di più. Adesso vedremo se sarà il caso di spostarsi di più sul dorso, sarei contenta di farlo. Devo dosare le energie verso Tokyo 2020“.

Con queste parole Federica Pellegrini ha accolto il titolo tricolore nei 100 dorso: 1’00″03 e la delusione dei 100 stile libero messa alle spalle. Una campionessa è anche questo: reagire alle avversità e ricaricarsi senza l’uso delle “Duracell”. Del resto parliamo di un’atleta che, in età agonistica avanzata, ha ancora voglia di nuotare e sperimentare cose nuove, per trovare stimoli e dimostrare di essere all’altezza della situazione.

Quel crono di ieri nelle due vasche dello stile libero (54″48) non le era proprio piaciuto. “Un tempo che non aveva senso”, così lo aveva definito la fuoriclasse di Spinea. Il dorso la medicina migliore? Parrebbe di sì e chissà che non possa scoccare l’amore. Tuttavia, l’impressione a bordo vasca, vedendo anche la 4×200 sl nella quale Federica si è cimentata, alimenta il pensiero di un grande ritorno.

Potrebbe anche essere una speranza quella di rivederla sul blocchetto di partenza dei 200 sl. Molto dipenderà dalle effettive possibilità dell’azzurra di centrare obiettivi importanti. Il 2018, interpretato come anno di “scarico”, potrebbe essere la via da “Ritorno al futuro” anche perché con lei non si può mai dire.

 

 

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Foto: Diego Gasperoni