Sci di fondo, Olimpiadi Invernali PyeongChang 2018. Norvegia: serbatoio infinito. Haga l’ultima campionessa

Quando tutto sembra perduto, almeno per l’oro, questa Norvegia riesce sempre a tirare fuori dal cappello a cilindro una campionessa in grado di portare in alto la nazione di riferimento del fondo mondiale.

Con Bjoergen che sente gli anni che passano (e sale comunque sistematicamente sui gradini meno nobili del podio), le fuoriclasse Weng e Oestberg che hanno sprecato una valanga di energie a giocarsi una Coppa del Mondo che non è ancora assegnata arrivando prosciugate a PyeongChang, con Jacobsen ormai al capolinea di una carriera gloriosa, la Norvegia rischiava di recitare la parte della comprimaria nelle gare distance femminili.

Chi pensava questo e aveva già dato per certo il trionfo di Charlotte Kalla nella 10 km a tecnica libera, non aveva fatto i conti con Ragnhild Haga, che tre giorni fa ha compiuto 27 anni e si è fatta uno splendido regalo di compleanno trionfando nella 10 km a tecnica libera.

Haga già stava vivendo la sua stagione migliore, quella della consacrazione nella nazionale più forte del mondo e ora può guardare senza più soggezione le tante compagne di squadra plurimedagliate, a sei anni dal suo esordio in Coppa del Mondo dopo aver conquistato due titoli iridati giovanili.

Quest’anno Haga ha vinto in Coppa del Mondo a Ruka a novembre proprio in questo format di gara, un anno dopo aver ottenuto il primo successo in coppa del Mondo in staffetta.
Insomma non tutto è stato facile per la nuova campionessa olimpica ma in Norvegia non si butta via niente. In questo caso i tecnici, nonostante un passaggio difficile dalle categorie juniores a quelle assolute, hanno saputo aspettare e sono riusciti a trarre il massimo da questa ragazzona potente che adesso è campionessa olimpica.

Lavorare su una base ampia come quella norvegese aiuta a scovare talenti ma anche le scelte dei selezionatori e direttori tecnici sono importanti in questa chiave. Le ragazze non vengono abbandonate a loro stesse ma seguite nel percorso di crescita con attenzione e così nasce una vera e propria armata, che, nelle tre gare fin qui disputate a livello femminile, ha raccolto (senza le sue atlete più vincenti in stagione) un oro (Haga), due argenti (Bjoergen e Falla) e un bronzo (Bjoergen).

 

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