Speed skating, Olimpiadi Invernali PyeongChang 2018: Nicola Tumolero, il bronzo della determinazione sognando Enrico Fabris

Quando Enrico Fabris vinceva le sue tre medaglia olimpiche (2 ori e 1 bronzo) a Torino 2006, Nicola Tumolero aveva appena 12 anni. Lui, classe ’94, di Roana come il fenomenale atleta azzurro, ha iniziato da lì a pensare cosa sarebbe potuto accadere un giorno alle Olimpiadi Invernali nella specialità dello speed skating. Gli anni sono passati in fretta e il ragazzino è diventato atleta maturo e coscienzioso, animato da forte spirito di sacrificio e da una dedizione nell’allenamento fuori dal comune.

E’ sport duro il pattinaggio velocità pista lunga, non fa sconti e richiede costanza. Qualità che non difettano al nostro portacolori, in grande crescita fin dall’inizio di questa stagione invernale. Arrivano i primati nell’International Race sul ghiaccio tedesco di Inzell, la medaglia d’oro agli Europei 2018 di Kolomna (Russia) nei 5000 metri ed il secondo posto, nell’ultima tappa di Coppa del Mondo a Salt Lake City, sempre nella stessa specialità. C’era attesa per lui in questa rassegna a Cinque Cerchi ma quell’ottavo posto dei 5 km ha lasciato un po’ d’amaro in bocca pur ottenendo un crono non così distante da quello già siglato in Russia.

Nei 10000 metri la seconda chance in una distanza molto difficile da interpretare in cui bisogna saper soffrire e conoscersi a fondo. Una gara nella gara che Tumolero interpreta alla perfezione non lasciandosi condizionare dai passaggi monstre del canadese Ted-Jan Bloemen (oro olimpico) ma pensando esclusivamente a se stesso. Su un passo regolare (da 30/31″ ogni 400 metri) l’azzurro sbriciola il suo primato, abbattendo il muro dei 13′ e sfiorando il primato italiano di Davide Ghiotto (giunto in ultima posizione in questa gara).

Nicola è terzo e parte l’ultima batteria con il fenomeno Sven Kramer. Nessuno potrebbe mai pensare al bronzo ed invece dai 5600 metri i passaggi dell’asso olandese non lasciano spazio alle interpretazioni. La maledizione dei 10000 metri si abbatte ancora una volta sull’asso di Heerenveen e premia un ragazzo che, con dedizione e cresciuto nel mito di Fabris, realizza il sogno di una vita.

 

 

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Foto: pagina facebook Nicola Tumolero

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